proletaricomunistitaliani

Cerca

Vai ai contenuti

8 Marzo 2015 viva le donne proletarie

archivio

Share |

SEGUICI ANCHE SU FB



Cento persone, forse anche qualcuna di più, in una giornata di lotta e condivisione. La prima giornata con un bel sole di primavera, passata tutti insieme al Parco di Via del Frantoio, presso il Circolo Concetto Marchesi, a Roma: un breve dibattito, un comizio in cui ha preso la parola anche Yousef Salman, rappresentante di Al Fatah e del popolo palestinese in Italia, un pranzo, ma soprattutto un'occasione per stare insieme da proletari, con il calore che solo le esperienze collettive sanno trasmettere. In occasione della giornata internazionale di lotta della donna, PCI ha organizzato un'iniziativa a cui hanno preso parte diverse le realtà lavorative: operaie delle ditte di pulizie, lavoratrici della sanità e precarie, studentesse e giovanissime. Il pranzo cucinato e servito da compagni e compagne è stato preparato con ingredienti genuini, in quantità e buonissimo. Tra i tavoli si discute e si scherza, echeggiano alcune frasi lette al dibattito "la rivoluzione è femminile: la rivoluzione non si può fare senza donne e le donne non si libereranno senza rivoluzione"..
Tra una portata e l'altra c'è l'occasione per spendere qualche altra parola:
il governo Renzi col suo jobs act aumenterà la disoccupazione e la precarietà soprattutto femminile, esporrà le donne a sempre più gravi ricatti, ma di tutto questo non si parla mai, mentre l'8 marzo viene ridotto al teatrino del talk show sulla violenza maschile, non si parla mai dei peggioramenti anche dei rapporti interpersonali a causa del maggiore sfruttamento, di una vita sempre piu oppressa e difficile..c'è un aumento della depressione tra le donne, che a volte si sentono inutili e rifiutano a priori anche una minima socializzazione, e anche a questo pranzo alcune non se la sono sentita di venire. Primo impegno, da domani, parlare e stare vicini a queste donne, convincerle insieme e con l'esperienza che non sono inutili come i padroni vorrebbero farci credere...gli inutili sono loro! inutili e falliti che non riescono a risolvere la crisi da loro stessi creata, che vorrebbero farci credere che la disoccupazione è inevitabile, mentre in un sistema dove a decidere sono le donne e gli uomini oggi oppressi ognuno lavorerebbe per la società intera, per il bene collettivo con orari a misura di donna e di famiglia.
Infine interviene Yousef: "Tutti uniti per rovesciare questa società affamatrice!" e dai cento di Tiburtino III parte un grande applauso..


Roma 08\03\2015




.. .. ..

Primo piano | Aree tematiche | Dossier | Agitprop | Contatti | archivio | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu