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Borghesia di sinistra o sinistra borghese?

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BORGHESIA DI SINISTRA O SINISTRA BORGHESE?



Il grande scienziato Marco Revelli, nemico della falce e martello, amico dei forconi e comandante della Lista Tsipras ha così commentato -oggi su La Stampa- l’ultimo insuccesso elettorale della sinistra: “uno straordinario successo nelle città: …. 7 % a Roma con punte superiori al 10 in alcuni quartieri. Sono i luoghi dove si concentra il ceto medio riflessivo…”.


Per la precisione la Lista Tsipras a Roma ha preso il 6,1% dei voti ossia 72.000. La sola SEL, l’anno scorso alle politiche, aveva preso 75.000 voti. Ossia c’è stato un calo di oltre 3.000 voti (ribadiamolo, rispetto al risultato di SEL) e sono scomparsi PRC, PdCI, ecc.


“I luoghi dei ceti medi riflessivi” sarebbero i Municipi I°, II° e XII°. Per chi non conosce Roma sono, rispettivamente, la zona Centro storico-Vaticano, quella famosissima dei Parioli e dintorni e la Monteverde-Gianicolense. In pratica quelle dove si concentrano l’aristocrazia e la borghesia romana più ricca ed abbastanza omogenee nella loro composizione.


Poi ci sono quelli che l’esimio sociologo Revelli, forse, chiamerebbe “i luoghi dei morti di fame rincoglioniti”. Si tratta del cuore rosso, storicamente operaio di Roma, ossia la zona Tiburtina (IV° Municipio); la zona più periferica delle borgate, nota per Tor Bella Monaca (VI° Municipio), quella di Ostia-Acilia, densamente proletaria (X° Municipio) ed un’altra di tipica concentrazione proletaria, Primavalle-Torrevecchia-Ottavia (XIV° Municipio).


Le più alte percentuali ottenute dalla Lista Tsipras sono dei “ceti medi riflessivi”; infatti abbiamo: I° Mun. 9,3%, II° Mun. 7,8%, XII° Mun. 7,8%. Le zone dei poveracci rincoglioniti, invece, sono tutte sotto la media cittadina: IV° Mun. 5,8%, XIV° Mun. 5,5%, X° Mun. 4,4% (meno della metà della zona Centro-Vaticano) e VI° Mun. 3%.


Queste percentuali, a volte, non rappresentano bene la situazione, poiché dipendono dalla differenza tra votanti e astenuti. Si può valutare la forza -o la capacità di consenso- di una lista anche dalla percentuale dei suoi voti rispetto a tutti gli aventi diritto (e non solo a chi ha espresso un voto valido). Anche in questo caso vincono gli amici riflessivi del sociologo-forcone. Infatti i voti ottenuti dalla Lista Tsipras corrispondono: nel I° Mun. al 4,8%, nel II° Mun. al 4,4% e nel XII° Mun. 4,1% dell’intero corpo elettorale (ossia compresi anche gli astenuti). La media cittadina, invece, è del 3,1%.


I morti di fame hanno apprezzato di meno la lista di Marco Revelli. Abbiamo: XIV° Mun. 2,6%, X° Mun. 2,2% (la metà dei Parioli), VI° Mun. 1,3% (la metà della metà del Centro); anche nella zona Tiburtina si è avuta una percentuale inferiore alla media di Roma.


Si è già detto che i voti per Tsipras -che hanno entusiasmato Revelli- sono inferiori a quelli riportati dalla sola SEL nelle politiche del 2013. A Roma, fatti 100 i voti per SEL dell’anno scorso, la Lista Tsipras ne ha presi 96. Vediamo lo stesso indice nei quartieri che abbiamo preso ad esempio.


In quelli degli “ignoranti”, sempre considerati 100 i voti presi da SEL un anno fa, abbiamo: il XIV° Mun. a 95, IV° Mun. a 91, X° Mun. a 89, VI° Mun. a 75.


Per la gioia di Ravanelli (pardon Revelli) ci sono i “ceti medi riflessivi”. Infatti negli altri quartieri abbiamo i seguenti risultati: il I° Mun. a 99, il II° Mun. a 104, il XII° Mun. a 102. Con la guida del comandante Ravanelli, ai Parioli è stata fatta la massima avanzata!


A proposito: i “ceti medi riflessivi” noi li chiamiamo borghesi e sfruttatori, in quei “luoghi” che piacciono a Ravanelli ci votano quelli che -quando c’è il terremoto a L’Aquila- ridono pensando a quanto si arricchiranno e ci vota tutta quella massa di sciacalli e parassiti che il mondo ha potuto ammirare, recentemente, guardando il film “La grande bellezza”.


Negli altri quartieri ci sono quelli che, per Marco Revelli, forse, sono pezzenti ed ignoranti ma invece siamo noi: i proletari, gli oppressi e gli sfruttati e anche qualche comunista.


Servono altri commenti?

Roma 15/06/2014



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