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DIFENDO IL PCI PER AVERE UN AVVENIRE di Leone Di Girolami

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DIFENDO IL PCI PER AVERE UN AVVENIRE

Di Leone Di Girolami


Voglio scrivere prima dei risultati elettorali, perché non devono influenzare il ragionamento.
Soprattutto scrivo perché il PDCI afferma di voler ricostituire il PCI e si è dato il suo nome originario PCdI.
E’ un’intenzione lodevole che lo distingue dalla sinistra sempre più degradata e inconsistente.
Tuttavia quello che fa potrebbe far pensare che riflette la storia e l’identità del PCI.
Per esempio, la decisione di questo raggruppamento di sostenere nelle regionali pugliesi (e anche in qualche importante comune) la coalizione e il candidato del PD, anziché aderire ad una lista di sinistra alternativa al partito di Renzi.
E’ molto difficile riuscire a capire, in queste elezioni amministrative, quali sono le posizioni dei vari partiti ma, salvo errori, sembra che la Puglia sia l’unica regione dove il PCDI si presenta col suo nome e col glorioso simbolo della bandiera rossa e della falce e martello.
Proprio chi tiene a difendere il PCI ed anche sostenere chi vuole (come dicono i compagni del PCDI) farlo rinascere, a questo punto deve proporre alle compagne e ai compagni del PCDI qualche tentativo di ragionamento.

Schematicamente:


1. Molti compagni del PDCI si nascondono dietro il PCI, a proposito delle loro scelte pugliesi: “anche il PCI nella sua storia ha fatto “ cose simili.
E’ completamente falso, il PCI non ha mai fatto nulla di equivalente a coalizzarsi con un partito come quello di Renzi anziché unirsi ad altre forze di sinistra che si presentano in opposizione ad esso.
Tanto meno oggi farebbe una cosa del genere: non mi dilungo in spiegazioni perché sfido qualsiasi esponente del PDCI voglia accettare un confronto aperto a dimostrare il contrario, dopo di che dirò la mia.
Mi meraviglio di certi fior di intellettuali del PDCI che ogni tanto fanno le pulci alla storia del PCI: una volta Amendola disse questo, un’altra volta Togliatti fece quello, ecc.
Usino un peso e una misura e dicano come avrebbero giudicato il PCI se si fosse alleato con una forza di potere apertamente reazionaria che stava smantellando i principali risultati della Resistenza e valori della Costituzione, lasciando altre forze di sinistra a candidarsi da sole in opposizione.
Inoltre il PCI ha fatto tante cose diverse, ammesso ma non concesso che abbia mai fatto qualcosa di simile alle scelte del PCDI pugliese.
Per esempio ha fatto la lotta armata: perché il PDCI non fa anche la lotta armata?
Una volta il PCI scrisse anche un appello “ai fratelli in camicia nera” proponendo di condividere il programma di san sepolcro (quello della fondazione del partito fascista): perché i compagni del PDCI, in Puglia o altrove, si alleano proprio con gli uomini di Renzi e non, per esempio, con Forza Nuova o Casapound?


2. Il problema del PDCI è il giudizio sul PD, la sua natura e la sua destinazione.
Pensano davvero che sia un partito di sinistra, per quanto moderata e contraddittoria, o “recuperabile” a un programma di difesa della democrazia e di realizzazione dei principi costituzionali e obiettivi di progresso?

Oppure pensano che sia una valida alternativa alla destra o lo considerano una specie di nuova DC?
Il PD è assai peggio della vecchia DC ed è la principale minaccia, oggi, contro l’indipendenza del paese, la democrazia e la causa dei lavoratori.
O forse i compagni del PDCI non sono dì’accordo?
In tal caso commettono gli stessi errori di molte forze antifasciste, anche di sinistra, che non capirono per tempo il fascismo, la sua originalità e quindi la sua pericolosità particolare.
C’è il pericolo che succeda qualcosa di simile a quel che sarebbe successo se le forze antifasciste, dato che Mussolini (e qualcun altro dei suoi) veniva dalla sinistra, non avessero mai veramente rotto con lui.


3. “E’ una tattica” dicono alcuni del PDCI, credendo che così si metta fine a qualsiasi discussione.
In questo modo questi compagni fanno capire, prima di tutto, di non sapere cosa sia la strategia.
Questa “tattica” di allearsi con gli uomini di Renzi in Puglia, lasciando ad altri il compito di tentare un’opposizione di sinistra, in concreto, in che modo facilita e aiuta la strategia del PDCI?

Almeno se è quella da loro dichiarata: difendere la Costituzione, rafforzare la sinistra e la sua unità, ridare vita al PCI.


4. A volte per “tattica” si intende “convenienza”.
Davvero il PDCI pensa che sia conveniente la sua scelta pugliese?
Se pensa di attrarre molti più consensi così, ci si dica perché, a questo punto, molti lavoratori non dovrebbero votare direttamente per SEL?

La “convenienza” è anche quella di quei politicanti che in una coalizione cercano la possibilità (che altrimenti non avrebbero) di diventare consiglieri regionali.
E’ una cosa disgustosa (anche se molto comune nella sinistra degli ultimi vent’anni) ma non è il caso della Puglia, poiché la possibilità del PDCI di eleggere un consigliere è fuori discussione (o quasi).

La candidatura del PDCI serve solo a far prendere qualche voto in più al candidato di Renzi, ad aumentare un pochino le sue possibilità di vittoria ma non a soddisfare il carrierismo di qualche esponente del PDCI.
Siamo sicuri che qualcuno di questi ultimi non si sia già venduto, sottobanco, e sarà ricompensato personalmente, privatamente, con favori e privilegi di vario genere?


5. Per giudicare una situazione bisogna conoscerla a fondo in tutti i suoi aspetti.
Può darsi, per esempio, che la lista indipendente, di opposizione di sinistra alle regionali pugliesi, abbia tenuto una condotta pregiudiziale e discriminatoria verso i compagni del PDCI.
In questo caso essi sono caduti pienamente nella trappola, facendo il gioco sia di Renzi sia degli anticomunisti di sinistra così potranno dire che chi vuole ricostruire il PCI è pronto ad ogni viscido cedimento per interessi di potere e che hanno fatto bene ad escluderlo.

Se questa ipotesi fosse vera è difficile sperare che i compagni del PDCI riescano veramente a realizzare i giustissimi obiettivi che dichiarano.

Sarà mai possibile discutere, fraternamente, con qualcuno del PDCI su questi temi? Chissà, capisca chi può.




Roma 31/05/2015










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