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E se la prossima volta fossimo centinaia di migliaia?

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E se la prossima volta fossimo centinaia di migliaia?


Grazie alle compagne e ai compagni e a tutti coloro che hanno partecipato al corteo nazionale contro le politiche dell’Unione Europea, il 28 giugno scorso a Roma!
Nonostante gli sforzi generosi e da elogiare specie di chi è venuto da fuori Roma affrontando spese ed energie per parteciparvi, questo appuntamento ha svelato ancora una volta un amaro dato di fatto: le iniziative di qualsiasi natura (elettorali o di piazza) di questa sinistra si riducono quantitativamente sempre di più ed è ormai facile prevedere come gli appuntamenti futuri saranno peggiori di quelli passati e migliori di quelli che seguiranno. Cosi è stato per il corteo nazionale di sabato scorso che ha visto – lo ripetiamo fino alla noia e senza rischio di possibili fraintendimenti – la generosa e feconda partecipazione di compagne e compagni anche nei contenuti di lotta (per es. in difesa degli antifascisti ucraini dall'imperialismo americano ed europeo) ma quantitativamente si è drasticamente ridotto (addirittura dimezzato) rispetto all'ultimo corteo nazionale con temi simili del 12 aprile scorso, che era già quantitativamente la metà del corteo nazionale precedente (quello dell' “Assedio”) dell’ottobre scorso e cosi via..
La rilevanza quantitativa del corteo ha, purtroppo, dato ragione a quanto denunciato già prima delle elezioni europee nel documento “Sinistra italiana: adesso basta” e a quanto emerso nel conseguente dibattito che ne è scaturito, tra compagne e compagni di varia provenienza, su risultati, vizi e difetti della sinistra italiana.
Intanto in Europa e nel mondo, quasi ovunque, le cose vanno molto diversamente. Basta utilizzare il solo indicatore quantitativo per rendersi conto che le lotte e i movimenti dilagano e si fanno impetuosi in molti paesi anche a noi molti vicini e le forze di sinistra, anche elettoralmente, conseguono successi vistosi ed entusiasmanti ed accrescono significativamente le proprie forze organizzate.
A meno che non si voglia incolpare il caldo estivo o i mondiali di calcio o finanche la sfiga è necessario prendere atto di tutto questo ed iniziare a distinguere e separare chi si accontenta di questi risultati da chi ne soffre ed esprime disagio per questa corsa al ribasso cui sembra non esserci mai fine. Distinguere chi fa finta di niente e da chi denuncia questa situazione. Senza impelagarci in inutili e sterili battaglie di cifre (spesso a chi la spara più grossa) lo diciamo senza mezzi termini: NOI NON SIAMO D'ACCORDO CON CHI GRIDA AL SUCCESSO E VOGLIAMO ANZI INIZIARE AD INVERTIRE QUESTA TENDENZA MORTALE CON TUTTI COLORO CHE HANNO A CUORE LE SORTI DELLA SINISTRA E DEL MOVIMENTO OPERAIO ITALIANO!
PERCHE' LA PROSSIMA VOLTA VOGLIAMO E DOBBIAMO ESSERE CENTINAIA DI MIGLIAIA!
E a coloro che volessero darci dei “matti” o “visionari” rispondiamo che forse non vedono lo sfruttamento crescente, l'oppressione e il restringimento degli spazi democratici, l'ipoteca del potere sul futuro delle giovani generazioni, le difficoltà crescenti (quando non vera e propria disperazione) vissute dalla stragrande maggioranza del proletariato e delle masse popolari.
Oppure non ritengono che queste siano le leve per conquistare alla lotta decine di migliaia di nuove persone e spingerne alla partecipazione perfino milioni, come è stato in passato nel nostro Paese?

Roma 30/06/2014

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