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I rivoluzionari dicono sempre la VERITA'

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Molte lavoratrici e lavoratori, giovani proletari angosciati dalla disoccupazione e dalla precarietà hanno votato, comprensibilmente, per le liste di Beppe Grillo.
Quasi tutti loro avrebbero votato più volentieri per una sinistra alternativa e di classe, se ce ne fosse stata una credibile.
Grillo illude i proletari – è il suo compito – che siano possibili cambiamenti, positivi, nella loro vita, profondi e duraturi, senza la lotta di classe, senza intaccare il potere della borghesia ed accontentandosi, invece, di piccole correzioni, qua e là, dell’attuale sistema economico, fondato sullo sfruttamento dei lavoratori da parte dei sedicenti “imprenditori”.
Il suo scopo è di rendere “migliore” il regime capitalista per mantenerlo e farlo durare più a lungo.
Si tratta di un espediente per impedire che risorga il PCI e che possa garantire ai proletari, nel futuro, quel che il vecchio PCI ha garantito alle masse lavoratrici ai suoi tempi.
Presto si capirà che Grillo (non tutti i “grillini” o chi li ha votati) è un traditore dei proletari che gli hanno creduto, egli finirà come ogni avventuriero.
Di fronte all’inquietudine e allo smarrimento che si provano in questi tempi, è difficile dare credito a queste parole. Perciò vale la pena ricapitolare da quale storia veniamo e cosa abbiamo fatto direttamente.

-Abbiamo combattuto, da militanti leali, la direzione del PCI, quella degli anni finali della sua storia, denunciando apertamente che avrebbe portato alla liquidazione del Partito e a tanti guai per i lavoratori e la democrazia.

-Fin dall’inizio abbiamo detto che il Partito della Rifondazione Comunista, pur rispettandone fraternamente i militanti, non era la soluzione o la risposta giusta allo scioglimento del PCI. Per questo abbiamo lottato, per gli ideali comunisti, per la causa dei lavoratori, fuori dal PRC.

-Fin dall’inizio abbiamo detto che il regime bipolare era una truffa, che si trattava di “due orchestre che si combattono ma per suonare la stessa musica”, non abbiamo mai creduto all’alternativa centrosinistra/centrodestra. Tutta la nostra condotta è stata coerente con questo giudizio.

-Fin dal 1997, abbiamo detto pubblicamente che l’euro (“entrare in Europa” si diceva stranamente all’epoca) non avrebbe portato nulla di buono ed abbiamo combattuto le politiche antioperaie finalizzate ad imporre la nuova moneta.

-Siamo stati i primi a presentare liste proletarie, comuniste, indipendenti, per spezzare la ricattatoria spirale centrodestra/centrosinistra. Essa provocava già allora il costante peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e dei giovani e da lì scaturiscono le drammatiche condizioni attuali. All’inizio (nel 2000) questa scelta ci è costata anche il carcere.

-Siamo stati i primi a concorrere alle elezioni con liste composte solo di lavoratrici e lavoratori dipendenti, a maggioranza femminile. Mentre tutti gli altri seguivano il mito delle “personalità”, degli intellettuali, ecc.

-Da dieci anni abbiamo esposto un programma elettorale completo, incisivo, autenticamente espressione degli interessi dei lavoratori, dei giovani, delle donne. Tutti possono verificare come sia più idoneo e convincente di quello di Grillo.

-Ci siamo sempre battuti per unire le forze nella difesa immediata delle condizioni di vita dei lavoratori e –al tempo stesso- per la ricostituzione del PCI, perché era l’unico modo per rilanciare tutta la sinistra e promuoverne l’unità. Chi era di parere opposto ha sempre fallito.

-Siamo stati i primi (inizio 2012) a proporre –per le elezioni del 2013- un blocco delle forze di opposizione e di sinistra, indipendente ed alternativo ai partiti del governo Monti, con un programma chiaro e coerente.

-Con un mese e mezzo di anticipo –spiegandone dettagliatamente i motivi ed anticipandone i passaggi- abbiamo previsto la disfatta di Rivoluzione Civile.

Con la nostra storia, abbiamo dimostrato che vale la pena credere alle parole dei comunisti.
Siamo fraternamente solidali con quanti –tra coloro che partecipano alle “cinque stelle”- si batteranno affinché quel “movimento” si impegni: per il rapido e consistente aumento dei salari e delle pensioni; per la riduzione dell’orario di lavoro senza decurtazione del salario; per la costante e drastica riduzione della disoccupazione e la progressiva eliminazione della precarietà; per l’abolizione delle ultime barbariche modifiche del regime pensionistico; per i diritti sindacali e politici dei lavoratori in ogni tipo di impresa (come il ripristino dell’art. 18 e l’estensione della sua applicazione); per la lotta contro la grande proprietà immobiliare e i costruttori ed una vera politica della casa; per la nazionalizzazione delle principali imprese capitalistiche e l’affidamento della loro gestione alle comunità dei lavoratori; per portare i proletari ad essere maggioranza in Parlamento e nelle assemblee elettive ed estendere fin lì le lotte dei lavoratori; per rinegoziare la presenza italiana nella UE e nell’euro in funzione degli interessi dei lavoratori e dei disoccupati. –nel giro di pochi anni- sarà più chiaro che Grillo è un inganno, non fatevi prendere dalla delusione e dal riflusso: ricordatevi di chi vi ha detto subito la verità, anche andando controcorrente.

Sarà più chiaro a tutti, allora, che Grillo è una maschera del capitalismo, l’ultimo patetico tentativo della borghesia di nascondere le proprie responsabilità.

Sarà dimostrato ancora una volta che:
non c’è alternativa né scorciatoia alla lotta di classe;
non c’è alternativa né scorciatoia alla lotta per il potere ai lavoratori;
non c’è alternativa né scorciatoia alla lotta per la ricostituzione del PCI.


Roma 07/05/2013

Info: 3470529416
www.proletaricomunistitaliani.it
proletaricomunistitaliani@gmail.com











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