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Libertà di pensiero per la Ragione.

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Libertà di pensiero per la Ragione.

Di Norberto Natali


C’è l’aspetto del “business”, con risvolti anche balordi. Poi c’è, tra le pieghe della festante partecipazione di massa, più di qualche ombra di nazionalismo, anche reazionario e guerrafondaio (proprio ieri il papa ha ricevuto il golpista che governa a Kiev col sostegno dei fascisti e della loro violenza).
In generale, sul piano storico, si conferma la tesi della religione come oppio dei popoli e come sovrastruttura necessaria per la divisione della società in classi e funzionale all’oppressione degli sfruttati.
Tutto ciò viene sapientemente nascosto in questi giorni, nonostante si parli della “giornata dei quattro papi e dei due santi” ogni momento e da ogni angolo del mondo mediatico.
Neanche io ne scriverò, in queste righe.
Diciamo invece che ciascuno ha il diritto di celebrare quanti ritiene siano i propri simboli, quelli che meglio racchiudono la propria storia ed il suo significato ed ai quali rivolgersi come fonte di ispirazione per le proprie scelte.
Noi, per esempio, ne abbiamo tantissimi: Antonio Gramsci, i partigiani, Che Guevara, Carla Capponi e Teresa Noce, Yuri Gagarin…. Una lista enorme.
Diciamo anche che vediamo i lati positivi di ogni grande raduno di massa, pacifico, motivato con ragioni ideali e composto dagli strati popolari della società.
C’è un lato della religione come oppio dei popoli, in fondo, non solo spregevole: è anche un rifugio, una consolazione (per quanto illusoria e di breve durata) alle tante sofferenze, morali e materiali, cui questa società costringe tanta gente semplice e lavoratrice.
La pretesa che tutti noi facciamo come le persone descritte nella favola del re nudo (che dicevano di vedere un bel vestito che non esisteva) è, però, troppo!
Quando si esagera, si esagera: addirittura dovremmo credere alle prove “scientifiche” dei miracoli! Ho perfino sentito certi cattolici (magari è solo un loro difetto personale) manifestare una certa supponente superiorità verso i credenti di altre religioni, per riti o convinzioni che sarebbero -a loro dire- puerili e frutto di mera superstizione o ignoranza.
Una causa (l’anima o lo spirito di esseri ultraterreni) la quale, per definizione, non può essere individuata, valutata, seguita nelle sue vicende (infatti esisterebbe solo nella fede, risultando invisibile alla ragione) agirebbe in modo meccanico e materiale -ma non si sa e non si deve sapere come e quando- sull’assetto interno del nostro corpo, modificandolo a suo piacimento.
Come se ciò non bastasse, tale causa (l’anima o lo spirito ultraterreno) interverrebbe in modo arbitrario, distinguendo tra singoli casi circoscritti: alcuni si, raramente, e altri, la grande maggioranza, no. L’anima e lo spirito guariscono l’aneurisma, la paralisi, la cecità, gravi tumori ed altro ancora (solo per qualcuno e solo qualche volta).
Chi lo dice? I “guariti” perché -si è già detto- non si può verificare in nessun altro modo tale presunta modificazione dello stato (o dell’assetto) interno di un determinato corpo umano.
Chi sono i “guariti”? Molto spesso suore o persone disperate, le quali -come lo scrivente- hanno uno scarso grado di istruzione e nessuna preparazione nella scienza medica. Sono tutti ferventissimi cattolici attivamente partecipi nelle varie organizzazioni della Chiesa.
Che ne sanno i “guariti” di essere stati miracolati? Semplice: in genere lo hanno sognato o immaginato.
Hanno “sentito” la presenza o la voce di questo o quel papa (o santo) e subito dopo sono “guariti”.

Così si chiude il cerchio.: una forza immaginaria, attraverso metodi e procedure che possono essere solo immaginarie, viene immaginata e tutto ciò guarisce addirittura un aneurisma!
Se io dicessi di aver sognato Togliatti e grazie a ciò mi fosse migliorata la vista, sarei ricoverato in un reparto psichiatrico.
La guarigione del presunto aneurisma di una suora per via di un sogno, invece, è un fatto scientifico!
Secondo la mitologia corrente, non si può neanche ipotizzare che ci siano state diagnosi errate o inesistenti (non capita mai!) per cui, per esempio, quello che si pensa fosse un aneurisma invece non era esattamente tale.
Si deve escludere a priori che certi miglioramenti di singole patologie, possano essere dovuti ad effetti non conosciuti di determinati medicinali o alle interazioni tra diverse cure o ad altre cause naturali non ancora esattamente individuate dalla scienza.
D’altro canto più si va nel passato remoto, ovvero più erano ristrette ed imprecise le conoscenze scientifiche, più le malattie e le guarigioni erano attribuite agli interventi di spiriti maligni o benigni.
Soprattutto si deve escludere a priori che determinate interazioni tra la psiche ed il fisico, gli effetti dell’attività celebrale (il cervello è usato, normalmente, in piccola parte e poco conosciuto) sulle condizioni del corpo, possono avere effetti positivi su determinate patologie.
Supponiamo che l’intensa attività celebrale o la forza psichica di una suora coraggiosa, possa avere un effetto positivo su una deformazione che sembra un aneurisma: la scienza non lo esclude affatto, anzi, tuttavia non sarebbe in grado di rilevarlo con precisione e spiegarne esattamente le cause.
Questa ipotetica suora, alla quale prima è stato detto di avere una malattia molto grave e poi di essere inspiegabilmente “guarita” cosa dovrebbe pensare? A chi o cosa dovrebbe attribuire questo inatteso superamento di una situazione quasi senza speranza? Essa stessa, profondamente convinta dell’esistenza dei santi e dei loro miracoli, cosa sarebbe spontaneamente indotta a pensare e sognare, nel tempo, se non un papa santo che interviene provvedendo alla sua guarigione?
Si vuole, quindi, escludere a priori che persone gravemente malate (o supposte tali) animate da profonda fede, sperino intensamente e continuamente in un miracolo: decine e decine di notti sognano questo o quel santo, tutti i giorni lo pregano e cercano di propiziare, in ogni modo, un suo prodigio.
Quando poi, raramente avviene un miglioramento o presunto tale, imprevisto, dello stato di salute, privo di un’immediata e completa spiegazione scientifica, è la stessa statistica che ci indica la coincidenza: nell’arco di 48 ore (prima o dopo) dall’annuncio della “guarigione”, il povero malato ha sicuramente pregato o sognato questo o quel papa (magari reso tanto famoso e suggerito come santo da una martellante campagna mediatica).
Guarda caso in mille anni sono stati proclamati santi solo due papi: oggi se ne proclamano altri due separati da soli 15 anni. Peccato che nessun “miracolo” abbia salvato il papa Albino Luciani da un banale raffreddore: morto appena un mese dopo la sua elezione, in circostanze misteriose, nonostante fosse relativamente giovane ed in buona salute. In seguito a ciò è diventato papa il “santo”.
In questi giorni è in corso un giustissimo procedimento giudiziario contro i responsabili del cosiddetto metodo Stamina: ingannavano la gente mistificando i principi scientifici.
Altrettanto giustamente ha scontato una pena in carcere Vanna Marchi, perché faceva credere cose non vere.
Personalmente seguo con ammirazione Piero Angela e gli scienziati del CICAP quando, in modo anche divertente, smascherano sedicenti maghi, profeti, guaritori.
Tutto ciò invece, oggi, svanisce e tutti dobbiamo parlare dei miracoli “scientificamente provati” dei papi.
Come tanti altri, non ci sto: non mi metto sulla strada a dire quanto è bello il vestito del re che cammina nudo.
Recentemente si è scoperto che un pianeta a circa 490 anni-luce da noi ha caratteristiche molto simili a quelle della Terra e potrebbe essere abitato, anche da specie intelligenti.
Queste, comunque, potrebbero essere su molti altri pianeti, ancorché lontanissimi.
In questi giorni stiamo usando le nostre migliori risolse tecnologiche, frutto delle nostre più avanzate conquiste scientifiche (basta pensare all’uso dei media, ai collegamenti satellitari, ad alcuni mezzi usati per la sicurezza, ecc.) per sostenere che delle “anime”, avendo compiuto dei “miracoli”, sarebbero divenute “santi”.
Può darsi che altre specie intelligenti, un giorno, vengano a conoscenza di tutto ciò.
Come abitanti della Terra abbiamo il diritto di non farci ridere dietro da tutta la galassia.
Per questo usiamo la Ragione e la libertà di pensiero.



Roma 27\04\2014

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