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L'ONORE DI ESSERE COMUNISTI

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L’ONORE DI ESSERE COMUNISTI.

di Norberto Natali



Considerate qualche organizzazione politica molto piccola e marginale, magari assente da anni dalla scena: per esempio il partito umanista o qualche sgangherato gruppo di nazifascisti.
Con internet è facile la ricerca: troverete che dei loro programmi politici e delle loro manifestazioni si trova almeno qualche traccia, negli archivi storici dei mezzi di informazione, per non dire di partiti o movimenti più significativi.
Iniziativa Comunista, invece, ha un primato unico: di essa troverete solo crimini e misfatti.
Non ha mai fatto nient’altro, non ha mai proposto o voluto nulla.
Ultimamente stanno togliendo anche le notizie del 3 maggio 2001, quando vennero arrestati 8 compagne e compagni, altri 17 fermati e denunciati e furono eseguite circa 80 perquisizioni, il tutto in diverse località dal nord al sud.
Da quel giorno e per diverso tempo, fummo la notizia di apertura, o comunque una delle principali, dei TG e della stampa.
Si riunì perfino il parlamento in seduta straordinaria, discusse di noi la commissione parlamentare stragi (boom!), si svolsero convegni di esperti dell’antiterrorismo nei quali alcuni di questi “scienziati” diedero prova della loro preparazione discettando su di noi.
Noi assumemmo due posizioni: la prima era che si trattava di “una patetica montatura destinata a naufragare nel ridicolo”: e così è stato, in modo completo e definitivo.
La seconda riprendeva una risoluzione del Comitato Centrale del PCI dell’agosto del 1922: “nulla chiediamo e di nulla ci lamentiamo di fronte all’avversario che scatena la sua violenza reazionaria”.
Infatti, non ci siamo mai soffermati sui miserabili espedienti ed abusi compiuti dai persecutori (compresa l’ideazione di uno stupro in cella di una compagna).
Non lo faccio neanche oggi, salvo ricordare che alla fine mi hanno fatto perdere la vista.
Fu un tentativo per distruggere un piccolo partito proletario che non credeva all’utilità degli attentati politici e tanto meno all’asservimento al centrosinistra e al PDS.
Una piccola forza di opposizione sia a Berlusconi sia al centrosinistra: oggi potremmo dire al sistema che si riflette nella banda di Buzzi e Carminati.
Quando siamo riusciti a sconfiggere quel tentativo, il sistema di potere è passato ad un altro mezzo, più “normale” ed anche più efficace, a quanto sembra: il totale oscuramento; Iniziativa Comunista non deve essere mai esistita, un po’ come racconta Orwell nel suo romanzo più famoso.
Per questo bisogna ribadire che contro Iniziativa Comunista c’è una battaglia ed una persecuzione esclusivamente politica, che trae origine dalla politica e dalla natura di IC e si propone l’obiettivo politico di estirparla.
Perché Iniziativa Comunista ha avuto una linea ed una storia invincibile ed inattaccabile.
Per questo è meglio non parlarne e farla sparire, tutt’ora, anziché cercare eventualmente di criticarla e contestarla.

Perciò vorrei ricordare alcune cose che si possono dimostrare in qualsiasi momento e con tutta certezza:

-Contro IC sono state scagliate le forze, i mezzi, i metodi e le finalità tipiche di tutta la storia nera della Repubblica, quella che sta dietro (o sopra) alla strategia della provocazione, della tensione, a tutte le trame contro la democrazia e la Costituzione e che discende dall’OVRA (la polizia politica fascista).
Nessuno sa che il sottoscritto è stato completamente prosciolto da un’accusa per calunnia aggravata (sei anni di carcere) contro gli inquirenti, per aver sostenuto questo ed altro.

-Iniziativa Comunista, le compagne e i compagni arrestati e denunciati non hanno mai fatto nulla che fosse di pretesto per gli inquirenti persecutori.
Oggi c’è qualche verme che continua a fare il gioco di quelli, nel modo più raffinato e subdolo possibile, ossia noi eravamo certamente innocenti e vittime di un’ingiusta montatura ma tuttavia “qualcosa c’era”.
Sotto sotto qualche leggerezza, qualche atto un po’ infantile di avventurismo (poi ingiustamente esagerato dagli accusatori) lo abbiamo commesso.
Chi continua a dire queste cose oggi o in tempi recenti è un agente ausiliario del ROS.
Noi non abbiamo fatto nulla, ciò è verità definitiva in diverse sentenze (anche della Cassazione) ed i criteri o i sospetti utilizzati per la montatura contro di noi sono idonei a portare in carcere (anche prima e più di noi stessi) tutta la sinistra e non solo.
La questione non è cosa abbiamo fatto noi per favorire i persecutori ma capire, semmai, come abbiamo fatto a sconfiggere totalmente il loro attacco vanificando tutte le loro armi.

-Ciò è tanto vero che l’unico reato che ci è stato contestato è quello di associazione sovversiva semplice, introdotto dal fascismo nel codice Rocco per colpire specificamente i comunisti e i socialisti in quanto tali.
Noi siamo stati in carcere esattamente per la stessa accusa rivolta a Gramsci, Terracini, Pertini, Secchia (e tanti altri): solo che nel nostro caso non lo ha deciso il Tribunale Speciale fascista.
Per questo motivo, nel processo, mi sono dichiarato colpevole di quel reato (ed hanno dovuto assolverci tutti lo stesso) ed è per tutti noi un onore essere stati in carcere con quell’accusa.
Insomma, non c’è alcun dubbio che noi siamo stati in carcere solo perché comunisti, sta scritto anche nelle motivazioni dell’arresto: per “l’ortodossia marxista-leninista” e per i legami con i comunisti russi, albanesi, belgi, turchi, ecc. Se lo ricordino bene i ciancicabrodo che ancora recentemente dicevano che la nostra vicenda giudiziaria poteva essere motivo di imbarazzo per altri compagni: chi parla così è solo un servo delle trame nere e un provocatore anticomunista.

-Le nostre compagne e compagni nel complesso, si sono comportati con dignità e fierezza, mantenendo una condotta unita e combattiva anche in momenti in cui, comprensibilmente, potevano temere che non sarebbero mai usciti vivi dalle celle di isolamento in cui erano stati rinchiusi.

-Diceva Pietro Secchia che gli appartenenti ad ogni partito possono andare in carcere, una volta nella vita.
Quel che distingue i comunisti è che, una volta liberi, ricominciano subito a fare le stesse cose per cui sono finiti in galera.
E’ quel che abbiamo fatto a modo nostro: non abbiamo “ammorbidito” i toni, non siamo arretrati per la paura.
Negli anni successivi, anzi, abbiamo intensificato la lotta contro il regime bipolare e contribuito al rilancio della lotta di classe anche presentando liste alternative sia al centrosinistra che al centrodestra.
Dopo lo scioglimento di IC, a quanto mi risulta, nessuna compagna o compagno ha preso strade come quelle dei politicanti di sinistra, in funzione di convenienze personali, alla ricerca di qualche poltroncina.

Iniziativa Comunista è una prova di come possa esistere un partito (benché piccolo) fondato sul totale disinteresse personale e sulla lotta per degli ideali collettivi.

Insomma, essere comunisti è un onore ed a noi è toccato, senza volerlo, anche difendere l’onore dei comunisti.
Per quello che abbiamo fatto prima, durante e dopo quella ignobile montatura.
La stessa cosa che hanno fatto molti prima di noi e che altri faranno ancora.
Se Iniziativa Comunista è l’onore dei comunisti, purtroppo c’è anche chi è la vergogna dei comunisti.
Per esempio quelli che ancora oggi prostituiscono la nostra identità e i nostri simboli, candidandosi alle prossime regionali insieme agli uomini di Renzi.
La frana continua della sinistra e dei movimenti finirà solo se risorgerà un partito come quello che fu il PCI.
Ciò succederà solo se le compagne e i compagni che vorranno farlo, porteranno nel proprio bagaglio un po’ della storia e della natura di Iniziativa Comunista.



ROMA
3 maggio 2015








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