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Mafia e Corruzione

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MAFIA E CORRUZIONE SCATURISCONO DALL’ASSETTO SOCIALE E POLITICO COME LE CRISI PER OVERDOSE DAL TRAFFICO DI DROGA.





Immaginate un grande narcotrafficante che dica “mi fa schifo!” di uno spacciatore che ha tagliato troppo e male le dosi che vende, provocando tra i suoi clienti gravi malori o decessi.


Per eccesso di avidità personale, quel criminale di piccola taglia rischia di danneggiare tutto il mercato della droga, mentre il narcotrafficante vuole salvaguardarlo. Per questo il boss cerca di ridurre il tutto a singoli episodi specifici, quelli che provocano malori e decessi, sacrificando lo spacciatore come se il problema fossero solo lui e le dosi che taglia male e non il sistema della droga nel suo complesso.


Così, furbescamente, fa in modo che il problema sembri solo la stricnina e quelli che ne mettono troppa mentre il commercio e il consumo di tonnellate di droga, magari tagliata “bene”, con tutto quello che comporta, sembrerebbero un fatto positivo.


Non voglio assolutamente minimizzare le colpe dello spacciatore troppo avido e ancor più disonesto degli altri suoi colleghi, ma l’esempio che sto facendo rappresenta bene le reazioni del sistema di potere all’inchiesta e agli arresti romani di questi giorni. Mafia e corruzione (come tanti altri fenomeni degradanti ad esse collegati) sorgono, in ultima analisi, dal regime capitalista nella sua attuale fase e possono trovare soluzione, completa e permanente, solo col potere proletario e con un’economia fondata sulla proprietà sociale che escluda l’accumulazione di immensi profitti privati per pochi.


Non basta, però, accontentarsi di questi principi generali verissimi. Più in particolare, mafia e corruzione (e il resto) sono favorite ed aggravate da:


- Privatizzazioni (e liberalizzazioni) selvagge, senza le quali non ci sarebbero tanti spazi di speculazione privata.

- Il sistema di appalti e subappalti a cascata, aggravato ed esteso dalle privatizzazioni, il quale facilita evasione fiscale, lavoro nero, economia sommersa.


- L’agevolazione di trucchetti come, per fare un solo esempio, quello per cui un capitalista (grande o piccolo) può fingere di cambiare periodicamente il nome della usa impresa, nonostante rimangano identici il proprietario e la sede. In questo modo si possono licenziare impunemente i lavoratori e fare imbrogli di vario genere.


- Lo sprofondamento in continue emergenze, spesso pilotate o comunque evitabili, come il ricorso all’immigrazione selvaggia o il dissesto idrogeologico. Come è stato detto, certi fenomeni rendono più della droga.


- La grande disoccupazione, la devastazione dei diritti dei lavoratori, l’anarchia nel mercato del lavoro e la miseria crescente spingono forzosamente tanta gente -che non lo avrebbe mai voluto- a cercare rimedio nelle mafie e nel malaffare.


- La cosiddetta fine delle ideologie e dei cosiddetti corpi intermedi, ovvero “l’americanizzazione” della società. La solitudine crescente e la verticalizzazione dei rapporti sociali (ogni proletario è solo davanti al capitalista o all’autorità o a Carminati), la fine dei valori e degli ideali, ridotti al massimo a “griffe”: quello è di sinistra, quell’altro è di destra, il terzo è apolitico, ecc. Rimane solo la ricerca del denaro e la sfrenata rincorsa al “si salvi chi può”.


Si potrebbe continuare, o chiarire meglio ma credo che sia sufficiente così.



Di fronte a ciò Renzi fa come quel boss della droga il quale, pur consapevole che il taglio delle dosi è organico al narcotraffico e praticato da moltissimi suoi spacciatori, finge di prendersela solo con il caso che viene alla luce creando scandalo. Come se lui non c’entrasse nulla.

Lo stesso vale per quelli che mitizzano il sindaco Marino e per lui personalmente. Prendiamo quest’ultimo: non ha fatto nulla contro i suddetti fattori, come le privatizzazioni volute dalle giunte Rutelli e Veltroni e le sconcezze che queste hanno fatto, per esempio, all’ATAC. In questo, come per altro, Marino non ha fatto nulla di veramente opposto a quel che aveva fatto Alemanno, il quale, a sua volta, aveva soltanto peggiorato (perché è più squalificato, sfacciato e fascista) quel che avevano fatto i suoi predecessori, senza realizzare nulla di realmente opposto alle loro politiche.


E’ proprio questa storia il concime della mafia e della corruzione attuale. Bisogna ripeterlo: la responsabilità politica e morale è collettiva e oggettiva, non è come quella penale. Se uno è un esponente del PD ed è un sostenitore di Renzi (come il sindaco Marino e tanti altri) non c’è bisogno che sia ministro per avere la colpa (politica e morale) di quel che sta accadendo. Perché il jobs act, la liquidazione dell’articolo 18, l’attacco senza precedenti ai sindacati e alle autonomie locali, vanno proprio nella direzione dei fattori richiamati sopra, alimentano la situazione propizia a mafia moderna e corruzione.


Lo stesso vale per il clima politico, smantellamento della Costituzione e restringimento degli spazi elettorali, irrigidimento del cosiddetto sistema bipolare nel quale il PD ed il suo governo fanno la politica che è sempre stata della destra, non solo negli atti amministrativi ma anche nelle parole d’ordine e nella propaganda.


Tutto ciò è simboleggiato nella recente nomina dei consigli provinciali, i quali non sono stati aboliti ma è solo stato espropriato il popolo del diritto di eleggerli. Infatti in quasi tutta Italia (votavano solo i consiglieri comunali) ci si è messi d’accordo prima e i consiglieri provinciali sono stati eletti con liste uniche, di centrodestra e centrosinistra (a volte anche i cinque stelle) che si sono spartiti i posti in anticipo.


Questo quadro politico non somiglia in modo impressionante al “pensiero” di Carminati? Un mondo di mezzo nel quale tutto si incontra.


Non ci basta che i drogati non muoiano avvelenati per dosi tagliate male. Noi vogliamo che nessuno soffra le conseguenze della tossicodipendenza, vogliamo un mondo senza droga, liberato dalla degradazione che essa comporta e fondato su valori e slancio ideale del tutto opposti a quelli che sono alla base della diffusione della droga.


Allo stesso modo non ci interessa limitarci al singolo rubagalline o delinquente che viene sporadicamente denunciato: noi vogliamo una società libera dalla disoccupazione, dalla prepotenza, dallo sfruttamento e dalle basi stesse su cui sorgono mafia, corruzione, degrado.


Ci interessa poco l’aspetto tecnico-giudiziario: può darsi che questo o quell’assessore sarà scagionato, non abbia commesso reati penali, ma è ugualmente responsabile della politica ingiusta e antidemocratica che ci sta impoverendo tutti ed in ogni senso.


Lo stesso vale per le foto: possono esserci tante spiegazioni per uno che si trova vicino a un altro. Il primo può ignorare i reati penali eventualmente commessi dal secondo ma non la politica che fanno insieme, da cui mafia e corruzione traggono alimento. Altro che Marino campione dell’onestà (forse personalmente, in senso giuridico)! Egli, come tanti altri che non commettono reati penali, è responsabile di questa situazione, perché deve rispondere della politica del PD e del governo Renzi, che non è affatto “onesta”.

Per gli stessi motivi per cui ha detto che licenziare in tronco e in massa (come ha fatto con i lavoratori dell’Opera) è di sinistra, ora deve farlo con la sua amministrazione. Se non ci fosse un nesso diretto tra situazione politica e corruzione mafiosa, non si capirebbe perché dopo vent’anni di “mani pulite”, di “tangentopoli”, di importanti inchieste moralizzatrici come questa romana, mafia e corruzione si estendono sempre di più.



Roma 06/12/2014





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