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Pena di morte all'Italiana (cioe' in nero)

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PENA DI MORTE ALL’ITALIANA (CIOÈ IN NERO).


I giorni scorsi stampa e tv hanno molto indugiato sulla condanna a morte (almeno avvenuta dopo un processo) di una povera ragazza iraniana, accusata di aver ucciso un uomo che voleva stuprarla.
Si è fatto in modo di suscitare sgomento e sdegno, nella popolazione italiana, per questa esecuzione, al fine di identificare con essa il governo iraniano, esponendolo alla disapprovazione popolare.
Qualche settimana addietro era stato fatto qualcosa di simile a proposito di studenti di Hong Kong, stampa e tv hanno “gufato” (come direbbe Renzi) evocando – o auspicando – la possibilità di un bagno di sangue.
In quegli stessi giorni sono stati uccisi 43 studenti messicani (da poliziotti e mafiosi) e 9 scolari, per opera dell’esercito ucraino, in una città insorta del Donbass (ma ben pochi italiani lo hanno saputo). Tutti questi (e aggiungerei gli operai di Terni e tanti altri in Italia) non hanno avuto la libertà e la salvaguardia dei manifestanti della città cinese: ma questo è un altro discorso.
Da anni, sempre per gli scopi suddetti, gli stessi strumenti – a questo punto – di propaganda di regime, ci tengono con il fiato sospeso parlando di tanto in tanto di presunti pericoli o inesistenti maltrattamenti riguardanti una signora cubana, la quale parla male del suo paese su internet in modo sempre più screditato. In realtà la signora se la passa benissimo, è ricca grazie a cospicui finanziamenti stranieri e gira continuamente in tutto il mondo per denunciare la “mancanza di libertà” a Cuba (dove risiede tranquillamente nel tempo libero).
Non so se la stampa iraniana o cinese o cubana ( o di tanti altri paesi ) ha parlato, o parlerà del caso Cucchi (uno dei tanti simili in questi ultimi anni). Mi domando, però, cosa direbbe se lo facesse. Certamente potrebbe partire dalla verità oggettiva. Un giovane in buona salute è stato preso in custodia dallo Stato, dopo poche ore era molto malconcio per un evidente pestaggio (la famiglia è stata costretta a mostrare le significative foto del suo corpo all’obitorio) ed infine è stato abbandonato ad una agonia atroce, morendo dopo diversi giorni di dolore, di fame e di sete: nessuno è stato punito e nessuno è colpevole!
“Nessun colpevole e nessun condannato” ricorre spesso, nella storia italiana, in occasione di gravi misfatti. È il caso di orribili e sanguinose stragi, avvenute 30 o 40 anni fa, con centinaia di morti, mutilati ed invalidi permanenti, feriti, tutti innocenti. La magistratura stessa ha già stabilito in via definitiva che quell’esito (nessuno è colpevole e nessuno ha pagato) è dovuto ad un’azione criminosa organizzata da numerosi funzionari e ufficiali dello Stato stesso, spesso in combutta (o al servizio) con apparati di potenze straniere. Hanno organizzato menzogne, imbrogli, falsificazioni , fughe e tutto quanto era necessario. Per lo stesso motivo, aver agito insieme per impedire l’accertamento della verità, sono stati perseguite importanti autorità ( fino al capo della polizia) per aver organizzato la “copertura”di violenze e torture a danno dei manifestanti di Genova nel 2001 , in particolare di quelli arrestati.
Chissà se i giornalisti cinesi o cubani (o di tanti altri paesi) possono intuire cosa di nasconde, in Italia, dietro certe vergognose assoluzioni libera-tutti.

Roma 31/10/2014

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