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RIPARTIRE SI’… MA LONTANI DAL PD

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RIPARTIRE SI’… MA LONTANI DAL PD



Si è svolta a Roma la prima assemblea che chiama a raccolta elettori e militanti per dire “Adesso basta” a questi dirigenti e dare il proprio contributo per salvare la sinistra e ricostruire il movimento operaio in Italia.


Poco prima delle elezioni europee un gruppo di compagni di Pci (Proletari comunisti italiani) ha pubblicato un documento dal titolo “Sinistra Italiana: Adesso Basta” . Vi si denunciava ancora una volta la deriva dei gruppi dirigenti di una sinistra ormai ridotta al lumicino, succube di intellettuali di passaggio, subalterna al PD, perfino razzista contro i lavoratori e si invitavano i militanti di base di partiti e movimenti della sinistra ad aprire un percorso comune per tentare di invertire la rotta.

Il risultato della Lista Tsipras – poco più del 4%, salutato da alcuni dirigenti come un “miracolo” – approfondiva l’esigenza di un confronto: dalla diffusione del documento su Facebook venivano consensi, approfondimenti e qualche critica da chi ritiene che la sinistra, in fondo, può accontentarsi di questi risultati. Ma soprattutto nasceva l’esigenza di incontrarsi “dal vivo”. Veniva quindi organizzata un’assemblea pubblica che si è svolta sabato pomeriggio presso il Circolo Arci Concetto Marchesi.


Una cinquantina di persone, sfidando una pioggia tropicale, hanno raggiunto l’assemblea per una discussione che è stata ricca di interventi e spunti per la prosecuzione del lavoro. Hanno preso la parola compagni come Norberto Natali, già segretario di Iniziativa Comunista, Claudio Ursella, segretario della Federazione di Roma del Prc e sempre per il Prc, Elio Romano, Gaetano Seminatore segretario dei Comunisti Italiani di Labaro, Cristina Benvenuti di Pci, esponenti dei movimenti di lotta per la casa.


Ma forse la “novità” più importante è che – a differenza di quanto ormai accade nei gruppi dirigenti della sinistra – a parlare sono stati anche i compagni cosiddetti “di base”, troppo spesso esclusi dalle sedi decisionali, costretti a ingoiare decisioni improvvide o candidature strampalate e ridotti, in pratica, a pura manovalanza. Questa la prima differenza: una sinistra che sia composta anzitutto da esponenti di quella classe lavoratrice che intende guidare, che non si affidi più all’opportunismo di intellettuali di passaggio pronti a cambiare casacca e a prendere atteggiamenti razzisti nei confronti dei lavoratori, ma che abbia fiducia nella classe operaia come futura classe dirigente del Paese.


Molti i temi posti dalla discussione: se da un lato emerge la necessità di ricostruire il Partito Comunista, ma che allo stesso tempo tutta la sinistra recuperi il ruolo che storicamente ha ricoperto, di difesa dei diritti di lavoratori, di conquista e progresso sociale.


Dal complesso gli interventi viene fuori la volontà di porre intanto una discriminante: la sinistra deve ripartire come opposizione forte e netta al Partito Democratico, alle sue politiche che smantellano quel che resta dello stato sociale e affondano definitivamente i lavoratori italiani e le loro famiglie. Una distinzione che deve avvenire a tutti i livelli, dalle elezioni locali a quelle nazionali. Sul territorio, sui posti di lavoro, la sinistra deve tornare ad essere presente, e deve farlo in modo intransigente dalla parte dei proletari, deve rappresentare per il popolo italiano una speranza reale di cambiamento contro il regime del “Sistema PD”. Solo in questo modo sarà possibile essere di nuovo credibili per milioni di cittadini ed elettori.


Partendo da questo primo appuntamento, tutti i presenti si sono impegnati ad allargare la discussione, anche su internet e mettendo in calendario nuove assemblee e iniziative che verranno comunicate al più presto.


Roma 15\06\2014

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