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Risoluzione del comitato direttivo di PCI.

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RISOLUZIONE DEL COMITATO DIRETTIVO DI PCI.


Il comitato direttivo allargato di PCI ha discusso sulla situazione e i nostri compiti.
In particolare sulle conseguenze immediate della fine della sinistra –così come è stata storicamente determinata in Italia– e sulla distruzione del movimento operaio ed ha deciso di renderne noto il contenuto, sottoponendolo al pubblico dibattito, fin dal prossimo giugno.
Nell’immediato PCI auspica il miglior risultato possibile per la candidatura di Sandro Medici a Sindaco di Roma.
Il suo eventuale successo, ovviamente, non attenuerebbe in alcun modo la necessità di un totale rinnovamento della sinistra che abbiamo conosciuto negli ultimi vent’anni, in primo luogo per ripristinarne le caratteristiche di avanguardia e di classe -che furono nel passato garanzia di successo per la causa del proletariato, della democrazia, della pace- e per liberarsi con decisione dello spontaneismo e delle sue conseguenze.
L’opportunismo si rivela –nell’attuale sinistra e nelle organizzazioni del movimento operaio- sempre più degenerato e spudorato. In particolare, in vista delle prossime elezioni amministrative della capitale, risalta la completa capitolazione di correnti e compagini espressione della cosiddetta area dei centri sociali (o dei “movimenti”), la quale si rivela servile strumento delle fazioni della borghesia imperialista che perseguono i propri interessi politici attraverso il PD e la candidatura di Ignazio Marino. E’ il crollo definitivo –ammesso ma non concesso che vi fosse stato bisogno di una conferma– delle illusioni di chi sperava che questa area, di per sé, potesse essere una credibile e coerente alternativa alla deriva ed ai guasti della sinistra cosiddetta “istituzionale”.
Non sono certo un’alternativa all’opportunismo, semmai ne costituiscono una variante più sfumata, quelle organizzazioni di sinistra ed estrema sinistra che si accodano festanti al movimento dei “grillini”. Non servirà loro ad eludere il tema inevitabile della necessità di un profondo rinnovamento di chi proviene dalla sinistra. Basta rivolgere loro, d’altra parte, una sola domanda, a proposito delle motivazioni “tattiche” e “da sinistra” che invocano per sostenere i “grillini”: perché tali motivazioni non dovrebbero valere, magari a maggior ragione, per sostenere la candidatura di Medici a Sindaco di Roma?
La nostra proposta, infine rimane quella ribadita con un appello pubblico rivolto, per l’ennesima volta, il 1 dicembre scorso, ai raggruppamenti e alle organizzazioni che si richiamano agli ideali e all’identità comunista. L’invito è a non andare in ordine sparso, a non “togliere il disturbo” scomparendo prima delle elezioni e ad agire invece uniti, anche di fronte alle scadenze elettorali, per incidere al meglio nella situazione ed essere all’altezza dei propri compiti di fronte al disfacimento della sinistra.
L’appello è rimasto senza risposta anche in occasione delle elezioni politiche dello scorso febbraio: chi ha partecipato da solo, chi ha partecipato in alcune circoscrizioni elettorali e si è dileguato in altre, chi ha rinunciato ad interagire con la scadenza elettorale…
Tanto per essere sicuri che la forza e la credibilità della lotta per far rinascere il PCI sia sempre inferiore a quella che dovrebbe e potrebbe essere.
Roma, 18 aprile 2013

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