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UN OPERAIO COMUNISTA

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UN OPERAIO COMUNISTA




Care compagne e cari compagni,

Mi chiamo Sandro, sono un operaio , piu’ precisamente un operaio comunista.
Ormai ho quasi 20 anni di militanza politica e di lotta alle spalle, e questo e’ per un operaio, oggi,’ una vera rarita’! No?
Ragioniamo due minuti sulle condizioni di vita di oggi dei lavoratori

Da quando non c’è piu’ il grande PCI le condizioni di vita dei lavoratori si e’ fatta a dir poco drammatica.

Il potere di acquisto di uno stipendio medio si e’ piu’ che dimezzato, e mi riferisco solo al salario diretto, senza parlare di quello indiretto: cioe’ tutti i servizi che lo stato sociale garantiva (solo in parte) a tutti i proletari italiani. Sto parlando naturalmente della distruzione del sistema scolastico, dello smantellamento della sanita’ pubblica, delle privatizzazioni in genere, che portano disagi, spese supplementari, e in molti casi veri e propri drammi e catastrofi dentro le nostre famiglie e naturalmente mi riferisco anche all’innalzamento dell’eta’ pensionabile, all’aumento costante della disoccupazione e del lavoro precario.

Tutto cio’ e’ accaduto per dei motivi oggettivi: la sudditanza durata 15 anni nei confronti dell’UE, da inquadrare nelle dinamiche della crisi strutturale dell’imperialismo….; andiamo verso la guerra….; la distruzione del nostro bellissimo pianeta.; abbiamo imboccato in pratica la crisi terminale e senza ritorno del capitalismo (non vuol dire che sarà di breve durata, anzi).

Ma tutto cio’ e’ accaduto soprattutto per una ragione soggettiva: non c’è piu’ il grande pci, il pci di Gramsci, Secchia, Togliatti, Berlinguer..

Non e’ tutto però.
Il peggioramento delle condizioni di vita del proletariato non e’ solo materiale ed economico, ma anche morale, spirituale, ideologico.

Da quando non c’è più il nostro partito, siamo giorno per giorno prede inermi delle logiche borghesi e padronali.

Senza il partito c’è stata tolta la nostra identità di classe, la nostra cultura, la nostra storia viene cancellata e travisata di giorno in giorno, la possibilità di avere una nostra prospettiva da coltivare, e soprattutto, ci vogliono togliere l’orgoglio. L’ orgoglio di che? L’orgoglio della consapevolezza di essere quelli che mantengono tutta la società e le sue classi, di essere quelli che producono ogni ricchezza esistente, l’orgoglio di essere gli unici capaci di pensare, progettare e mettere in pratica cio’ che è stato pensato. In pratica gli unici in grado di creare,costruire.
La classe operaia è l’unica in grado di essere autonoma e autosufficiente. È per sua natura solidale con tutte le altre classi di lavoratori, ma allo stesso tempo è l’unica in grado di governare, organizzare e dirigere tutti i proletari.
L’unica classe invece, che è totalmente inutile ad ogni progresso umano, che ha esaurito qualsiasi funzione di avanzamento e miglioramento delle altre classi,ma anche, soprattutto della propria è quella borghese, e più specificamente sono i padroni. Falliti in tutto e da tutti i punti di vista.

Appunto. I borghesi sono dei falliti!

…e da quest’ ultimo concetto mi viene automatico un banale parallelismo: gli ultimi 20 anni di storia della sinistra italiana sono un susseguirsi ininterrotto di sconfitte e fallimenti che sembrano non finire mai. Non sarà per caso che è da tempo una sinistra borghese, guidata quasi esclusivamente da politicanti ed intellettuali, svuotata da ogni identità di classe e priva di soluzioni per quanto riguarda le problematiche che interessano i lavoratori?
La sinistra borghese fallisce esattamente come nel resto della società i borghesi falliscono.

…e ora veniamo a noi ,perché siamo oggi,qui.

Io sono col cuore colmo di speranza perchè sta nascendo la costituente comunista. Siamo in tanti qui con varie storie diverse e in passato spesso in contrasto tra noi, e spesso in contraddizione con la nostra stessa identità, la nostra gloriosa storia.
Essere qui è un fatto che di per sé ha un valore molto grande in quanto questa giornata può rappresentare un taglio con il nostro passato recente. Un'inversione di tendenza.

Un passato che non solo ha portato i lavoratori a non avere più una propria organizzazione, ma che ha condotto la sinistra ad un livello di totale liquefazione ed evaporazione: circa 15 anni fa, io ed i miei compagni di Iniziativa Comunista scrivevamo un importantissimo documento. Le 9 tesi contro la frantumazione auspicavano e prevedevano proprio quello che sta succedendo qui, oggi. Ebbene…,allora parlavamo di frantumazione della sinistra, oggi sono costretto a parlare di liquefazione.

L’italia era il paese con la più grossa organizzazione operaia e proletaria di tutto l’occidente capace di combattere organizzare e conquistare terreno nel rapporto di forza tra sfruttatori e sfruttati.
I lavoratori lottavano per i propri diritti e spesso vincevano, lottavano per la pace e quasi sempre impedivano la guerra, parlavano e organizzavano l’oggi in funzione della conquista del domani.

Oggi siamo vittime ma soprattutto autori responsabili di quella che io chiamo l’anomalia italiana. In due parole non abbiamo il partito e quindi non esiste la sinistra in Italia.


Dicevo, sono colmo di speranza perché oggettivamente la situazione è rivoluzionaria, ci sono tutte le condizioni perchè in italia i lavoratori si impadroniscano al più presto della teoria marxista-leninista e dispieghino la propria lotta contro i padroni in maniera unita, organizzata, con l’occhio alla difesa dell’oggi in funzione del raccoglimento delle forze per la conquista del domani…

Ma perché questa situazione potenziale si trasformi in riscossa, o quantomeno marchi un’inversione di tendenza dell’andamento della sinistra Italiana, è necessario che questa costituente nasca con uno spirito realmente critico e autocritico.

Critico nei confronti dell’attuale governo e del principale partito che lo rappresenta.
Questa deve essere una critica totale incondizionata indipendente da qualsiasi momento contingente (per esempio elettorale). Una lotta sia sui contenuti politici, ragionati, che contrappongono agli interessi del capitale, del governo, del PD, gli interessi e le istanze dei lavoratori.
E al contempo strillata, ostentata. Dobbiamo far sentire una sola voce: da oggi sempre , comunque ed in ogni modo:
lotta incondizionata al governo liberal-fascista, al p.d. e a tutti i politicanti di sinistra che ancora tentennano, ci fanno patti, ci fanno alleanze elettorali, con naturalmente risultati a dir poco imbarazzanti (armeno piassi li voti….!)
Qui deve esserci lo sforzo autocritico per chi vuole veramente il partito. Non ci si può alleare in puglia, per esempio, con quelli li, e infangare in questo modo il simbolo del partito di Berlinguer.
Se qualcuno pensa di far ricommette alla costituente questi stessi errori è qui per costruire di nuovo il solito partitino di politicanti auto referenziali a cui basta la propria sussistenza. Il solito partitino indifferente o quasi ai lavoratori, totalmente incapace di comprenderne e quindi impugnarne le istanze.

Ma non avete ancora capito che i lavoratori non sono stupidi?

Non votano per il fricchettonismo intellettuale degli “anti-razzisti” di sinistra che parlano per 10 ore degli interessi e dei diritti degli stranieri e, al massimo, 5 minuti dei problemi dei lavoratori, tra l’altro, facendolo quasi sempre con discorsi vaghi ed inconcreti.
Non votano l’ambiguità, l’incoerenza, l’inganno. Piuttosto votano Grillo, Salvini, o più semplicemente non votano.
I lavoratori sono piu avanti in molti casi di gran parte dei dirigenti di sinistra.
Ebbene se partiremo da questa reale autocritica possiamo far risorgere una vera sinistra.
Se faremo questo abbiamo la speranza concreta che rinasca in italia il nuovo PCI

Dobbiamo riappropriarci della nostra pratica di comunisti, ed in quanto comunisti, siamo per il potere alla classe operaia


Grazie a tutti
Roma 12/07/2015










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