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VIGILANZA


Apparentemente è una delle pagliacciate a cui siamo abituati. Il governo vara una manovra economica (scandalosa ma non è questa la sede per commentarla) e tutti i partiti che lo sostengono si dichiarano scontenti, i maggiori sindacati e la Confindustria protestano.
Il ridicolo rischia di nascondere la verità.
Abbiamo avuto un fatto senza precedenti: la rielezione del Presidente della Repubblica in carica. Essa è stata preparata con un colpo impressionante: 101 parlamentari del PD, tutti insieme di nascosto, hanno votato in modo diverso da quello che avevano dichiarato. Poche settimane fa è capitato “l’equivalente” al PDL: improvvisamente e sorprendentemente, tutti i suoi ministri e buona parte dei parlamentari si sono opposti alle indicazioni di Berlusconi. In questi ultimi mesi si sta andando verso l’insabbiamento delle inchieste sui patti tra Stato e mafia, in definitiva sui cosiddetti servizi deviati (nonché il ROS) e al tempo stesso cala la tensione sulle malefatte di Berlusconi, il suo partito rimane al governo e all’improvviso si parla di amnistia e indulto.
Il governo in carica è nato con la sceneggiata sull’uomo che ha sparato a Montecitorio, la quale era stata preparata dall’evocazione di terrorismo e violenza sanguinaria… perchè un gruppo di cittadini aveva cantato “che ti andasse per traverso” al ministro Franceschini, mentre pranzava all’aperto in un costoso ristorante durante le elezioni del Presidente della Repubblica.
Ci troviamo in una situazione internazionale molto fragile: per la prima volta da oltre un secolo gli USA si sono dovuti rimangiare la decisione di un intervento militare ( quello in Siria) mentre sono attanagliati da una crisi del bilancio riflesso di una più generale crisi strategica del loro ruolo. Anche il Parlamento inglese ha bocciato la decisione del governo di intervenire in Siria.
Le recenti elezioni in Germania sono il riflesso di una transitoria sistemazione degli assetti di potere tra le varie fazioni dei monopoli finanziari internazionali, in perenne concorrenza tra loro dalla quale emergono continui spostamenti di alleanze e sempre nuove coalizioni, vincenti o meno. Questo è “la vittoria della Merkel” ossia di quella fazione della borghesia imperialista europea che vuole imporre determinati interessi politico-economici, fondati sulle “larghe intese” in gran parte d’Europa, incentrata sull’imperialismo tedesco.
Se non vogliamo passare per fessi,dobbiamo riconoscere che sono le conseguenze di questa situazione ad essersi manifestate in Italia, “sbloccate” dalle elezioni tedesche (precedute da quelle della Baviera che ne ha anticipato l’esito).
E’ in corrispondenza di tali elezioni che il ministro Saccomanni ha cominciato a fare “i capricci” minacciando le dimissioni e imponendo il cosiddetto rispetto delle direttive europee, in pratica l’aumento dell’IVA, l’ulteriore tradimento delle promesse fatte ai lavoratori e degli impegni contro la speculazione e l’evasione fiscale, la recente manovra economica. E’ in tale contesto che si è determinata la cessione dell’Alitalia e della Telecom al capitale straniero nonché la liquidazione politica di Berlusconi per opera dei suoi, i quali sono responsabili come Scilipoti ovvero lo hanno scaricato con le stesse motivazioni per cui lo avevano seguito: come vuole l’ipocrisia corrente, si può dire che adesso obbediscono a poteri più forti di quello del loro capo.
Questo governo coloniale, come dicemmo per primi salutando l’avvio del governo Monti, ha continuato le politiche contro i lavoratori, i giovani, i pensionati e l’ambiente sottomettendo gli interessi nazionali (che per noi sono quelli appena indicati) a quelli di sfruttatori stranieri, mettendosi al loro servizio a danno del nostro popolo lavoratore (o disoccupato). La politica di questo governo coloniale è in contraddizione con la democrazia e gli interessi nazionali, questa è l’allarmante verità che emerge dalle buffonate della politica italiana: un governo che va avanti, apparentemente, contro tutti. Un altro indizio che può far capire, anche ai più distratti, che i partiti italiani non sono più titolari delle loro decisioni.
E’ questa situazione - sommariamente riassunta – che solitamente, come in vari momenti di passaggio storico, genera le avventure più rischiose ed azzardate.
Per questo i provocatori allarmi di pubbliche autorità su imprecisati pericoli per le manifestazioni romane di domani e dopodomani, potrebbero non essere solo scorretti e disonesti tentativi di limitarne la partecipazione ed il successo.
Domani Venerdì 18 c’è lo sciopero generale di USB, COBAS e CUB con manifestazione nazionale a Roma e dopodomani, sempre nella capitale, la manifestazione nazionale (anzi “l’assedio”) di movimenti di lotta e di opposizione a cominciare dai No-tav. In simili situazioni, apparati vari – anche sotto l’impulso di potenze straniere – potrebbero avere l’interesse alla tensione e alla degenerazione, si tratta di ambienti capaci di tutto.
Considerando la distruzione del movimento operaio, operata negli ultimi vent’anni dai gruppi dirigenti della Sinistra, nonché la deprimente situazione delle masse proletarie è importante che queste manifestazioni riescano con successo. Al tempo stesso la vigilanza (termine vecchio e caro del movimento operaio, non a caso completamente abbandonato) è un motivo in più per andare tutti in piazza. Con intelligenza, stando uniti con chi si conosce e tenere gli occhi aperti per far riuscire le manifestazioni e sbarrare il passo a chi trama per aggredire la libertà di manifestazione e per la difesa della democrazia e della sovranità nazionale.
E’ il modo migliore per disincentivare (o magari scongiurare) le infami tentazioni degli strateghi della tensione.

Roma 17/10/2013

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