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Viva il P.C.I e il suo 92° anniversario

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Viva il P.C.I e il suo 92° anniversario


Molte compagne e compagni il 21 gennaio hanno riempito una pizzeria della periferia romana raccogliendo l’invito di P.C.I. per festeggiare l’anniversario della fondazione del Partito nel 1921. Vecchie bandiere alle pareti e musica (al momento giusto Bandiera Rossa) parecchi proletari si sono rincontrati o conosciuti per la prima volta, discutendo anche degli argomenti proposti da P.C.I.
A loro si sono uniti anche Yousef Salman segretario di Al Fatah in Italia, il Presidente del X° Municipio di Roma Sandro Medici. Tutti i presenti hanno applaudito con affetto Lina Principessa, sorella del giovane operaio di Torpignattara militante della FGCI Ciro Principessa assassinato da un fascista nell’aprile del 1979.
Sandro Medici ha rivolto un saluto ai presenti, soffermandosi sui temi riguardanti la sua candidatura indipendente a sindaco di Roma, elogiando i presenti ed esortandoli a qualificare meglio la sua campagna unendosi ad essa ed indicando la storia del PCI romano tra i suoi punti di riferimento, sottolineando la figura del sindaco Petroselli e rendendo omaggio a Renato Nicolini, recentemente scomparso.
Il compagno Norberto Natali ha fatto un breve discorso, rilevando come verso il PCI, il valore e il significato della sua storia, perduri un processo sistematico –riguardante la maggior parte di fonti di informazione ed altro- di oscuramento, cancellazione e falsificazione che non ha pari. Ha dimostrato come di una vittima della mafia, per esempio, se era iscritta al PCI non se ne deve sapere nulla, lo stesso vale per le vittime della violenza fasciste, ecc. Oggi non si deve sapere quanti militanti del PCI e della FGCI sono stati uccisi dalla mafia e dai fascisti negli anni ’70 e ’80.
Ha poi ironizzato su un caso recentissimo. Lucia Annunziata, il Corriere della Sera ed altre “autorevoli” fonti di informazione hanno detto -tutte- che Franco La Torre, candidato siciliano alle prossime elezioni, è “figlio del segretario regionale Pio”: segretario regionale di cosa? Non si deve dire. Il grande pubblico ha capito, in tal modo, che è stato candidato il figlio di un impiegato (sembra con mansioni di segretario) della Regione Sicilia. Ha poi aggiunto che più passa il tempo più si sente la mancanza del PCI, che nessuno è stato in grado di sostituire. Basta considerare quali possibilità aveva la classe lavoratrice prima e come per decenni le sia stata risparmiata, essenzialmente grazie al PCI, la paura e la solitudine nella quale vivono oggi le masse lavoratrici, le quali non contano nulla nella società e vengono considerate, dalla classe al potere, una massa di servi o zimbelli e che molti si trovano crescentemente nella condizioni di doversi inginocchiare di fronte a qualcuno per avere un posto di lavoro, cioè per essere sfruttati.
Diviene sempre più evidente –ha concluso- come l’obiettivo più decisivo e realistico, per i lavoratori, sia quello della ricostituzione del PCI al fine di portarne a conclusione la gloriosa ma incompiuta vicenda.

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